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La Tognazza, un luogo una storia

Posted On febbraio 28, 2014 at 3:45 pm by / 2 Comments

Siamo a metà degli anni ’60 quando il grande attore Ugo Tognazzi si trasferisce con la sua famiglia a Velletri. Cercava un posto in campagna, con vigne e terreni dove creare il suo orto e dare libero sfogo alla sua passione culinaria. Questo era il suo sogno, che col tempo divenne realtà. Ne nacque un’azienda agricola vera e propria, La Tognazza. Un luogo magico in cui natura, tradizione, amicizia, buon cibo e cucina si sono combinati insieme dando vita a una filosofia, che oggi è un brand sul mercato.

“Avevo acquistato la vigna nella convinzione di poter disporre di tutto il necessario per preparare i miei “mangiarini”….Quando ci sono venuto c’era abbondanza di vino (buonissimo) e di olio, anch’esso molto buono; ma non c’era l’orto”.

Anche questo non tardò ad arrivare, insieme al pollaio, grazie anche all’aiuto di Lino e Maria, i santi protettori, come li amava definire Tognazzi, che si occupavano della terra e degli animali. Il resto il nostro gastronomo andava a recuperarlo con meticolosa attenzione in giro per l’Italia alla ricerca di casari, norcini, pescatori e contadini.

Nella cucina di Tognazzi non mancava nulla, tanto meno gli amici e gli ospiti. Sempre tanti, sempre numerosi e sempre presenti alle famose cene che l’attore amava organizzare. La Tenuta divenne, infatti, celebre per le soprannominate “cene dei dodici apostoli” a cui spesso prendevano parte Mario Monicelli, Vittorio Gassman, Paolo Villaggio, Pupi Avati , Marco Ferreri , Luciano Salce e altri colleghi… Cene spettacolari e veri dibattiti gastronomici in cui lo chef Ugo si sperimentava ai fornelli e stupiva i suoi commensali con piatti scenografici e prodotti esotici, che venivano posti poi regolarmente a giudizio. Dei veri e propri riti culinari che hanno segnato la storia di quegli anni alla Tognazza.

nella mia casa di campagna non ci vengono solo quelli del cinema…no, da me ci vengono anche amici normali. Da me hanno mangiato pittori, poeti, giornalisti, calciatori, tennisti, assessori, play boys, intendenti, dipendenti, nullatenenti, nullafacenti…”

E poi c’è la villa di Torvajanica agli onori della cronaca negli anni ’70 con il “Torneo Tennis Tognazzi”, l’evento più ambito e di successo dell’estate romana. Proprio per questo motivo, la residenza estiva di Ugo Tognazzi viene all’epoca soprannominata: La Hollywood del Tirreno. Al vincitore del torneo andava in premio “lo scolapasta d’oro” – (“..vinto sempre da Gassman, il maledetto..”) – per non perdere il filo della passione gastronomica.

Ugo Tognazzi e la cucina diventano un binomio indissolubile, fu persino coordinatore del mensile “Nuova Cucina” e il primo personaggio dello spettacolo a portare in TV il proprio credo gastronomico in modo geniale e ironico.

“Assaggiare, provare, non mollare mai i fornelli, Questa la regola del gastronomo serio. E poi, la cucina è il luogo più divertente e confortante di tutta la casa. Per me, almeno.”

La Tognazza racchiude in sé tutti questi eventi. Ci lascia più di 1500 ricette scritte e cucinate da Ugo Tognazzi, una biblioteca dedicata alla gastronomia, appunti e disegni. Conserva tra le sue stanze l’atmosfera goliardica delle cene e degli incontri a tavola, tramanda la passione per la terra e i suoi prodotti, l’amore per il cibo vero, la curiosità di conoscere e sperimentare sempre. Regala valori e sapori. La Tognazza ieri come oggi ci offre ancora i vini di Ugo, il suo olio e una linea di prelibatezze ricercate, ma ancora di più una storia tutta da gustare.

2 thoughts on “La Tognazza, un luogo una storia

  1. la prima volta che ci sono stato, ho provato un’emozione particolare…. era come se Ugo fosse “presente” e toccavo, ammiravo, camminavo, con il rispetto dovuto al padrone di casa!! vivevo come dentro un sogno che si avverava… Magico, Onirico, Godereccio.
    marcello

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