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Degustare i vini … aromi e sapori

Posted On gennaio 29, 2015 at 12:00 pm by / No Comments

Iniziamo con i vini rossi…

La produzione dei vini rossi è molto diversa rispetto a quella dei bianchi e dei rosati, di conseguenza anche la loro degustazione segue strade diverse. La valutazione dei vini rossi inizia dal colore. La gamma di colori offerta è molto vasta: si passa da alcuni rossi così intensi da sembrare neri, perfetti con la carne, a quelli più tenui, ottimi anche come aperitivi. In linea generale i rossi invecchiando tendono a schiarire.

L’intensità del colore riporta alla qualità di uva usata ed al modo in cui le varietà sono state combinate; il colore ci racconta che un’uva ha subito una breve macerazione oppure che in quel determinato anno è piovuto molto sul raccolto di una determinata regione.

Quando sono giovani, i rossi possono presentare sfumature blu o porpora; nella fase matura il rosso tende al rubino o al granato, mentre in quella più avanzata presenta colori vicino al mattone-aranciato, fino al completamento del ciclo vitale che lo rende marrone o persino mogano. In quest’ultima fase l’ossidazione lo rende spesso imbevibile, tuttavia alcuni particolari vini, proprio con questi colori, raggiungono l’apice di una maturazione unica che li rende nettari di rara eccellenza. Si tratta di vini e di annate particolari che restano imbottigliati anche per decini di anni  prima di gustarsi. Il percorso di maturazione del vino non ha niente a che vedere con il trascorrere degli anni in bottiglia: si tratta invece di un percorso unico che distingue ogni qualità di uva.

Gli aromi dei vini rossi si presentano in una gamma piuttosto ampia: prevalgono aromi di frutto di bosco (lampone fragole, ribes mora o mirtillo) ma i più attenti sapranno riconoscere anche profumi di rosa, viola o ciclamino. Gli aromi di frutta o di fiori sono tipici dei vini giovani, mentre per i rossi più invecchiati sono caratterizzati da aromi più vicini alla frutta secca, cotta o candita o persino di erbe aromatiche come il rosmarino o timo. Altri aromi percepibili con una degustazione di primo livello sono quelli conferiti dal legno durante il periodo di affinamento in botte: aromi che ricordano il tostato e l’affumicato, le spezie pregiate e le essenze balsamiche, il caffè e persino il cacao.  Se percepite un aroma di liquirizia sappiate che siete di fronte a un vino di eccezionale qualità ed eleganza. Spesso s i ente parlare di astringenza o tannicità di un vino rosso: questa è una caratteristica tipica e dipende dai tannini rilasciati dal legno della botte o dalle bucce dell’uva. Questi elementi determinano insieme all’alcol, l’acidità e la sapidità del vino, in pratica la sua armonia.

 

Passiamo ai vini bianchi

La varietà dell’uva e la sua maturazione incidono molto sul gusto del vino bianco. Se acerbe, le uve portano nel vino aromi vegetali come l’erba, le foglie, gli aromi di bosco, se sono ben mature il vino presenta aromi più complessi di fiori  e frutta anche esotica. Le uve aromatiche donano ai bianchi le loro principali caratteristiche, al punto che il loro profumo è spesso molto intenso e ricorda erbe quali la salvia, il finocchio, la lavanda e la menta. La varietà dei colori dei vini bianchi è piuttosto vasta ci aiuta a comprendere le diverse tecniche di vinificazione. I vini bianchi giovani presentano sfumature verdoline che nel corso del tempo passano al giallo limone, paglierino, oro, ambra, fino ad arrivare al marrone. I vini giovani hanno aromi di fiori e di frutta a polpa bianca, mentre i bianchi più complessi presentano aromi di fiori e frutta gialla e secca. Infine, i bianchi strutturati e maturi presentano aromi di fiori secchi, miele e frutta tostata. Più il vino bianco invecchia maggiore è la complessità dei suoi aromi, che in alcuni casi evoca persino il miele d’acacia e le vilette, l’iris, il gelsomino , il sambuco e le confetture.

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Come Se Fosse

Antani 

Tapioco